Horus rappresentava la terra fertile d’Egitto, il dio Seth la sabbia rossa del deserto.
Difensore di Ra contro il mostro Apopi (dio del caos, rappresentato come un gigantesco serpente, a volte come una tartaruga o un altro animale acquatico) e acerrimo rivale di Horus a cui aveva assassinato il padre, Seth è una figura complessa che racchiude in sé la duplicità della concezione del mondo secondo gli Egizi e la dualità delle loro divinità.

Non si conosce il significato del nome di Seth.
Secondo una delle versioni del mito si credeva fosse figlio di Geb, la terra (principio maschile) e Nut, il cielo (principio femminile).
Era fratello di Osiride, Iside e Nefti, di quest’ultima era anche il marito e dalla loro unione nacque Anubi. Altre fonti sostengono invece che Seth fosse sterile, forse anche a causa di un terribile scontro che il dio ebbe con suo nipote Horus: Seth perse un testicolo, Horus un occhio.
La sterilità di Seth si assocerebbe anche a quella dei deserti sui quali si estendeva il suo potere.

La sede originaria del culto di questa divinità era Ombos (Nbwt, “Dorata” o Città “d’oro”, presso Nagada, situata sulla via carovaniera per l’Uadi Hammamate), dove si trovava un santuario a lui dedicato. Nella necropoli di Ombos sono state anche rinvenute numerose iscrizioni e dediche a “Seth l’Ombita”, citato nei Testi delle Piramidi come colui che risiede ad Ombos.

Seth era solitamente rappresentato con il corpo umano e la testa di un animale che non è mai stato chiaramente identificato, forse uno sciacallo, un formichiere o un asino, altre volte una capra, una scimmia, un fennec o addirittura un okapi (Okapia johnstoni, mammifero artiodattilo giraffide).
L’animale di Seth aveva un lungo muso curvo, una coda sottile e un corpo canino.
C’è chi ritiene che questo singolare animale sia frutto della fervida immaginazione degli Egizi: un curioso mix tra un levriero, un’orice (Oryx gazella, antilope africana) e un asino.
Nelle raffigurazioni più antiche era simboleggiato dal maiale o dal pesce ossirinco (lithognathus mormyrus, noto anche come marmora; pesce osseo marino che appartiene alla famiglia Sparidae, una specie piuttosto comune nel Nilo).
Per alcuni, Seth aveva gli occhi neri a causa del suo rapporto con l’oscurità, per altri erano rossi, colore che gli egizi detestavano.

Seth era ricordato soprattutto quale spietato assassino di suo fratello Osiride, nel mito più importante e famoso dell’immaginario religioso degli Egizi. Questo mito compare in diverse fonti: Testi delle piramidi, Testi dei sarcofagi, Pietra di Shabaka, iscrizioni presenti sulle pareti del tempio di Horus a Edfu e in diversi papiri.

Seth era anche menzionato per suoi continui scontri con Horus che voleva vendicare il padre e conquistare il trono d’Egitto. I due si sfidarono per ben ottant’anni, ma dopo lotte e inganni di vario genere, non erano ancora venuti a capo della disputa e le divinità chiamate a giudicare chi dei due dovesse avere il predominio erano stanche di questa lotta senza fine, per cui fu deciso che i duellanti si sfidassero in una regata.
Seth e Horus avrebbero dovuto gareggiare con navi di pietra, ma Horus barò: la sua nave era in realtà di legno, abilmente dipinta per farla sembrare di pietra; Seth invece gareggiò onestamente su una nave di pietra che affondò e decretò così la vittoria di Horus che finalmente salì al trono al posto di suo zio.

Seth, signore del deserto, adorato dai carovanieri che viaggiavano da un’oasi a un’altra, aveva diversi ruoli: era il dio della guerra e della forza bruta, che mostrava come sottomettere con la violenza, per vincere in battaglia e trovare l’onore. Si credeva che la sua voce fosse il tuono e che quando urlava la terra tremasse; inoltre, si pensava potesse dare ordini alle nubi scure e fosse in grado di scatenare le burrasche del vento del sud.

La figura di Seth, quale “Signore della tempesta”, si avvicina alle grandi divinità asiatiche, come: Teshub (dio urrita del cielo e della tempesta); Enlil (dio dell’atmosfera della mitologia mesopotamica); Ishkur, figlio minore di Enlil (dio della pioggia e della tempesta nella mitologia mesopotamica); Baal (dio della tempesta nella mitologia fenicia).

In epoche successive, Seth acquisì una connotazione negativa, gli aspetti peggiori del dio furono enfatizzati, ridando forza al mito di Seth come assassino di Osiride; fu anche associato a Tifone, malvagia manifestazione della natura furibonda. Nonostante ciò c’era ancora chi lo venerava, in qualche regione periferica dell’Egitto, come una grande ed eroica divinità.

Seth è stato anche considerato un dio trickster, cioè un mistificatore, un imbroglione, abile nel perseguire fini malvagi.

In copertina: Nut e Geb, genitori di Seth. Illustrazione tratta dal Libro dei Morti