Dove tu guardi pietosa, l’uomo morto ritorna in vita, il malato è guarito”, questo si diceva di Iside (Isis o Isi, in lingua egizia Aset o Au Set che significa regina eccellente o spirito), la maggiore divinità femminile dell’antico Egitto, nata nelle paludi del Nilo, da Geb (dio della terra) e Nut (dea del cielo), e ricordata, anzitutto, per il mito dell’amore che supera la morte.

La figura di Iside è molto complessa ed era ricordata per vari motivi: per aver civilizzato il mondo, per aver istituito il matrimonio, per aver insegnato le arti domestiche alle donne. Inoltre, si pensava aiutasse i defunti a passare nella Duat (oltretomba degli Egizi), ripristinasse le anime dei morti (come aveva fatto con suo marito Osiride), fornisse nutrimento e protezione.

Iside aveva a cuore il mondo degli uomini; considerata la dea della fertilità, fece conoscere alle donne egizie l’agricoltura, insegnò loro a macinare il grano, a filare il lino e a gestire i loro compagni, al fine di vivere con loro. Figura multiforme e affascinante, fu anche dea della maternità, della magia e personificazione di una vedova in lutto.

Iside è però nota a tutti soprattutto per la sua travagliata storia d’amore con Osiride. I loro nomi figurano tra quelli delle coppie di amanti più conosciute e ricordate.
Iside divenne sposa di Osiride in età adulta e sin dall’inizio, la loro relazione fu all’insegna dell’armonia e i suoi benefici frutti si manifestavano nella terra fertile che produceva cibo a profusione.
L’amore tra Iside e Osiride era tale che nessuna stella poteva offuscare l’ardore della loro passione.
I due sovrani erano amati da tutti, tranne che da Seth (fratello di Iside, Osiride e Nefti) che infranse l’idilliaca relazione uccidendo Osiride.

Iside sconvolta dal dolore per la perdita del suo amato sposo, lo cercò ovunque e non trovò pace finché non rinvenne il suo corpo in Fenicia; lo riportò in Egitto per dargli sepoltura, ma il fratello crudele smembrò il cadavere e lo sparpagliò per tutto l’Egitto.
Allora, Iside, trasformata in uccello, percorse tutto il corso del Nilo e si fermò solo quando ebbe recuperato ogni frammento del corpo di Osiride; rimise insieme le parti raccolte con la cera e attraverso delle formule magiche, fece rivivere il suo sposo (le azioni di Iside per ridare vita a suo marito sono il simbolo mitico della mummificazione e di altre pratiche funerarie); in questa occasione, concepì anche un figlio: il possente dio Horus con la testa di falco.

Iside era una divinità molto amata e per celebrare il suo culto furono costruiti molti templi in Egitto e in Nubia.
Nei testi delle piramidi, la sua figura è collegata al ruolo del re e i miti legati alla morte di Osiride sono tra i più articolati e autorevoli.

Iside era raffigurata solitamente come una donna con le connotazioni di una divinità: una lunga tunica, un rotolo di papiro stretto in una mano, un copricapo a forma di trono e un ankh (uadj, croce ansata o chiave della vita, antico e sacro simbolo egizio che simboleggia la vita).
È stata anche rappresentata insieme a sua sorella Nefti, specie quando piangono per Osiride o lo sostengono sul trono oppure proteggono il suo sarcofago; sono anche raffigurate come nibbi o donne con ali di nibbio (in questo caso, Iside simboleggia il vento).
Sui sarcofagi, Iside è spesso raffigurata in versione alata, nel gesto di prendere l’anima del defunto tra le sue ali per guidarla alla nuova vita.

Questa divinità è rappresentata anche in varie forme animali: scrofa (ruolo materno), mucca (legata ad Apis), scorpione. In altre rappresentazioni, è un albero o una donna che spunta da un albero e offre cibo e acqua alle anime dei defunti; a volte, è raffigurata nell’atto di allattare il figlio Horus.

Dal Nuovo Regno, alle rappresentazioni di Iside furono aggiunti altri attributi: un sonaglio sistro, un copricapo con corna di mucca che contiene il disco del sole; in altri casi, ha in testa una corona a forma di avvoltoio con un cobra sulla fronte.
Un altro simbolo di Iside era il tiet (nodo isiaco, chiamato anche Nodo di Seth o Nodo della vita), potente amuleto egizio comparso nel Nuovo Regno, che garantiva protezione in vita e anche durante il viaggio verso l’aldilà. Spesso era realizzato in diaspro rosso ed era paragonato al sangue di Iside.