Osiride, una delle principali divinità della mitologia egizia, principio generatore maschile nella natura, era identificato con il sole calante e considerato signore del regno dei morti.

La sua storia, tragica e oscura, sembra uscita dalle pagine di un noir.
Questi i fatti salienti.
Seth, invidioso di suo fratello Osiride, studiò una trappola davvero perfida per ucciderlo: realizzò in segreto un sarcofago prezioso e poi, organizzò un banchetto, durante il quale dichiarò che avrebbe regalato il sarcofago alla persona cui si sarebbe adattato.

Diversi invitati entrarono nel sarcofago e tentarono la sorte, ma fallirono, così Seth spinse Osiride ad adagiarsi anche lui nel sarcofago, e appena il fratello fu dentro, sigillò il coperchio e assieme ad alcuni complici lo gettò nella Bocca Tanitica (una delle sette bocche in cui si divide il delta del Nilo; collega la laguna di Al Manzilah con il Mar Mediterraneo. Il suo nome deriva dalla località di Tanis, antica capitale dell’Egitto).

Osiride, ovviamente, annegò e Seth preso il suo corpo, lo smembrò e ne sparpaglio i pezzi in giro.
E qui, la storia sembrerebbe tragicamente conclusa a favore del fratello malvagio, ma si sa, gli eroi hanno sempre qualche asso nella manica o amici potenti che accorrono in loro aiuto.
In questo caso, il deus ex machina è rappresentato da Iside, moglie e sorella del defunto, che dopo lungo vagare riesce: a ritrovare ogni parte del corpo di Osiride; a ricomporlo e a rianimarlo grazie a pratiche magiche e all’aiuto di Nefti sorella di entrambi.

La storia prevede anche un lieto fine: Iside rimane incinta mentre rianima il fratello e partorirà Horus che vendicherà il padre, sconfiggendo suo zio Seth.
C’è però anche un prezzo da pagare: anche se è tornato in vita, Osiride non può restare sulla terra, ma in compenso diventerà sovrano e giudice supremo del mondo dei morti, garante delle leggi di Maat e venerato come dio dell’oltretomba (Duat).

Prima della sua tragica morte e successiva “resurrezione”, si credeva che Osiride avesse regnato come un benefattore dell’umanità e che avesse insegnato agli uomini la legge, la religione e l’agricoltura (come dio dell’agricoltura era festeggiato nel periodo della raccolta del grano: il mese di khoiak). Inoltre, era anche adorato come custode dei meccanismi dell’universo: il corso degli astri e il ciclo stagionale.

Osiride era visto come un faraone e in molte raffigurazioni è rappresentato con in testa la corona bianca (hedjet, un rigido cappuccio che si restringe in alto e finisce con un rigonfiamento) tipica dei faraoni, a cui sono aggiunte due alte piume laterali (questo tipo di corona è detta atef). Solitamente, impugna anche lo scettro (heqa) e il flagello (nekhekh).

Essendo una divinità defunta, Osiride era rappresentato di norma come un corpo mummificato, con la pelle di colore verde (simbolo dell’eterna rinascita della vegetazione; il ciclo di morte e rinascita che riguarda sia gli uomini sia tutte le cose esistenti nel cosmo) e in varie posture: sul trono; sul letto funebre; in piedi dopo aver sconfitto la morte.
Nell’aldilà degli Egizi (Duat), Osiride pesava su una bilancia i cuori dei morti (cerimonia detta psicostasia).

Osiride fra due nebridi. Tomba di Sennedjem (XIX dinastia egizia)