Una quiete profonda che sembrava divorare ogni rumore. Era un luogo sacro, quasi intoccabile.
Un autore versatile di romanzi, saggi e testi di spiritualità. È un pensatore e un provocatore noto per la sua onestà brutale e il suo inconfondibile tono ironico.
Stanco del conformismo e delle promesse vuote della spiritualità New Age, l’Eretico ha fatto della sua missione quella di offrire una terapia d'urto a chi è pronto per la Consapevolezza Reale, delineandosi come una mente curiosa, libera da dogmi e imposizioni, che non si accontenta delle spiegazioni preconfezionate propinate da religioni, istituzioni… o dalla stessa scienza quando si chiude di fronte all’ignoto, tanto da definire folle il concetto che 2 più 2 possano far 5.
È evidente che l’Eretico non si muove entro i confini di un solo ambito: attraversa spiritualità, mistero, fenomeni paranormali, storia e geopolitica con la naturalezza di chi non teme la complessità. Il suo sguardo è sempre critico, analitico, mai compiacente.
E non è soltanto il fascino dell’ignoto ad alimentarne la ricerca: è la consapevolezza che la storia, così come ci viene consegnata, è spesso il prodotto di una narrazione costruita dai “vincitori”. Perché anche quando dedichiamo strade e piazze agli eroi, non sempre quegli eroi lo sono davvero; le guerre raramente nascono da ideali puri; le istituzioni intrecciano da sempre rapporti opachi con poteri economici e religiosi che sfuggono allo sguardo della maggioranza.
L’autore diventa così un investigatore dell’invisibile: qualcuno che scava sotto la superficie e porta alla luce le contraddizioni, le omissioni e le zone d’ombra della storia e della società contemporanea.
L’Eretico dell’Invisibile è esattamente questo: colui che non si accontenta di conoscere, perché sa che il primo passo verso la verità è riconoscere, con umiltà ma anche con coraggio, l’importanza del “sapere di non sapere”.
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Una quiete profonda che sembrava divorare ogni rumore. Era un luogo sacro, quasi intoccabile.
da: La Voce del Vento – Cap. 11 – Io e le Bandiere.. un dialogo tra Simboli e Soffi Invisibile e senza volto, vagavo come sempre tra cieli e terre. Sono antico, più vecchio delle montagne, più saggio dei fiumi. Testimone di ogni cosa: guerre, rivoluzioni, dei sussurri della pace e delle speranze che si […]
Un dialogo tra il Reale e l’Invisibile
da: La voce del Vento – Cap. 9 – Io e le Creature Invisibili Dopo aver attraversato montagne, mari e valli, mi fermai in un luogo che spesso passava inosservato. Era un mondo in miniatura, popolato da creature che nessuno sembrava notare, ma che erano altrettanto importanti quanto i giganti della Terra…. Insetti, muschi, licheni, […]
Mi muovo leggero, invisibile, ma inarrestabile. Porto con me profumi, sussurri, e a volte urla. Oggi però l’aria sa di cenere. Non è solo odore: è un presagio. In lontananza, una luce viva danza tra le ombre. È lui.. il Fuoco. Ci conosciamo da sempre, ci cerchiamo e ci temiamo. Ed è quando ci tocchiamo che il mondo trema.
io Vento.. una voce narrante, una forza senza corpo che attraversa il mondo da sempre. Pur non avendo sensi umani, percepisco e vivo il mondo in modo profondo, raccogliendo storie e frammenti ovunque passo. Un viaggiatore eterno, in movimento continuo, che lascia tracce solo nel ricordo delle cose che sfiora.
Io, Vento, mi avvicino alle montagne, simboli di maestosità, silenzio e tempo eterno, descrivendo la loro immobile grandezza, la fatica nell’affrontarle e il rispetto che ispirano. Ogni loro vetta e ogni crepa raccontano storie antiche, mentre osservano impassibili il passare del tempo e il cambiamento del mondo.
Io, Vento, mi chinai per sfiorare la sua superficie. In quel preciso istante l’oceano, come se aspettasse quel momento, iniziò a narrare la sua storia. Una storia profonda e infinita, che si perdeva nella notte dei tempi
Io, il Vento, abituato a viaggiare in lungo e in largo, mi fermo di fronte a una piccola pietra su un sentiero di montagna. Nonostante la sua apparente insignificanza, la pietra emana un’aura di saggezza antica, e la sua storia, che si rivelerà diversa da quelle incontrate finora, misurata in ere anziché in anni.
Negli alberi è depositaria l’antica e profonda saggezza. Per comprendere il presente e il passato, è necessario fermarsi per ascoltare e imparare dalla loro memoria.