Nello Skogskyrkogården, il Cimitero del Bosco di Stoccolma, la grande protagonista non è la morte, bensì la natura.
Realizzato nel corso del Novecento, questo cimitero fa riflettere chiunque lo attraversi, si soffermi nei viali o tra la lapidi sulla piccolezza dell’uomo di fronte alla grandezza dell’universo.

Il Skogskyrkogården si trova nella parte meridionale della città di Stoccolma, nel quartiere di Enskede.
La sua costruzione è collocata negli anni tra il 1917 e il 1940.

Questo cimitero fu realizzato per risolvere l’insufficienza dei cimiteri di Stoccolma, all’inizio del XX secolo. Il consiglio comunale pensò di risolvere il problema di spazio per le sepolture con l’edificazione di un nuovo cimitero da porre nella zona meridionale della città.
Il desiderio del consiglio comunale era di creare un luogo rispettoso della natura, diverso dai cimiteri già esistenti, concepiti con ampi viali alberati e lapidi monumentali.

Per passare alla fase di realizzazione del nuovo cimitero, l’amministrazione cittadina acquistò prima di tutto un terreno: 85 ettari, suddivisi tra: aree sabbiose e ghiaiose, e zone ricoperte da conifere.
Trovato il luogo fu poi indetto un concorso internazionale, per individuare il progetto ideale.
Le linee guida prevedevano che gli elementi architettonici e artistici si fondessero con la natura e ovviamente, erano auspicate facilità di accesso e di movimento per i visitatori.

La scelta fu effettuata in una rosa di 53 progetti e a vincere il concorso furono due giovani architetti svedesi: Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz; il loro progetto era denominato “Tallunn” ed era incentrato sull’ambiente del bosco nordico.

Il concorso fu indetto nel 1914 e i lavori iniziarono tre anni dopo, nel 1917.
La prima area a essere allestita fu quella assegnata alle sepolture, su un pendio coperto di pini e contemporaneamente, si iniziò la costruzione della Skogskapellet (Cappella nel bosco).
L’edificio, ispirato ad Asplund da un provvidenziale viaggio in Danimarca nel parco di Liselund, fu concepito come una semplice cappella in legno immersa tra gli alberi. La chiesa si fregia di un’unica decorazione: la statua dello scultore Carl Milles detta “Angelo della morte”.

Ben presto la Skogskapellet si mostrò di dimensioni troppo ridotte per la funzione cui era destinata, così si sopperì con la realizzazione di una seconda cappella, commissionata a Lewerentz.
Nel 1925 fu costruita la Uppståndelsekapellet (Cappella della risurrezione). Il nuovo edificio era in stile neoclassico; davanti all’ingresso era posto un porticato con dodici colonne, mentre all’interno erano presenti mosaici sul pavimento e un’unica finestra laterale.

Nel 1920, si inaugura la prima parte del cimitero; tra il 1923 e il 1924 fu costruito l’edificio amministrativo, oggi diventato centro visitatori (Tallum Pavillon).

L’ultima costruzione a essere realizzata fu il crematorio (Skogskrematoriet). Costruito da Gunnar Asplund, fu inaugurato nel 1940, poco dopo la morte dell’architetto.
La realizzazione del crematorio e delle tre cappelle (della Fede, della Speranza e del Crocifisso) fu stabilita negli anni ’30.
Lo scopo di queste nuove strutture era quello di permettere lo svolgimento di più funerali contemporaneamente.
Le cappelle avevano altezze differenti, studiate ad hoc, per adattarsi alla morfologia del terreno. Tra l’una e l’altra furono collocati dei piccoli giardini e delle sale di attesa.

Nonostante i vari edifici presenti nel cimitero, il protagonista indiscusso dello Skogskyrkogården resta il paesaggio.
Lewerentz e Asplund si concentrarono in particolar modo sui percorsi che guidavano da un edificio all’altro e sui viali che conducevano alle cappelle.
I visitatori erano accompagnati nel modo più naturale e sereno verso i riti funebri e al tempo stesso, si celebrava una certa maestosità negli accessi solenni dei viali alberati che conducevano alle cappelle.

I due progettisti del cimitero curarono con attenzione sia la disposizione del verde sia la collocazione degli edifici e non trascurarono neppure i dettagli. Furono poi, particolarmente sensibili allo scopo del luogo e all’esperienza delle persone che giungevano al cimitero per lasciare i propri cari defunti e che dovevano affrontare il dolore incommensurabile della perdita.

Il Skogskyrkogården è concepito per commisurare in modo sereno morte e vita, per equilibrare la presenza degli edifici creati dall’uomo e la natura tutto intorno.
All’ingresso ci si trova di fronte una leggera salita sui prati verdi, dove è posta una grande croce; di fronte a essa è posto il crematorio e le 3 cappelle.

Le tombe sono collocate all’entrata del cimitero e sono immerse nella zona boschiva; hanno dimensioni ridotte e sono tutte uguali: di fronte alla morte non ci sono differenze di sorta.
Tra le persone illustri sepolte in questo cimitero ricordiamo la famosa attrice, Greta Garbo.

Il Skogskyrkogården ospita ben diecimila pini, alcuni ultracentenari. Ci sono anche varie specie di animali: lepri, volpi, scoiattoli, caprioli, astori e frosoni; inoltre, nello stagno del cimitero vive l’unica popolazione di tritoni crestati dell’area meridionale di Stoccolma.

In questo singolare cimitero non manca neppure un luogo per la meditazione e il ricordo: la collina denominata Almhöjden sul cui culmine è posto un gruppo di tigli e alla quale si giunge percorrendo un’ampia scala con gradini di altezza decrescente, per rendere più piacevole l’incedere dei visitatori.

Nel Novecento, lo Skogskyrkogården era del tutto differente da qualsiasi cimitero occidentale di quel tempo e divenne fonte di ispirazione nel mondo.
Attualmente, è ancora considerato tra le più importanti creazioni dell’arte moderna, tanto che nel 1994 è stato iscritto dall’UNESCO nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità.

In copertina: Skogskyrkogården a Stoccolma (Svezia)