Categorie
Curiosità riflessioni

Cordoglio, condoglianze, lutto: esploriamo alcune parole legate al dolore

Alcuni termini legati alla morte e al dolore che usiamo quotidianamente hanno origini antiche e traggono il loro significato da una particolare combinazione di parole. Vale la pena soffermarsi su di essi per conoscerli un po’ più da vicino.

Alcuni termini legati alla morte e al dolore che usiamo quotidianamente hanno origini antiche e traggono il loro significato da una particolare combinazione di parole. Vale la pena soffermarsi su di essi per conoscerli un po’ più da vicino.

Una di queste parole, documentata già dal Duecento, è “cordoglio”. Questo termine ha un’analogia con il sostantivo occitano (o lingua d’oc) “cordolh” (lutto) che in spagnolo suona “cordojo”, mentre in latino è “cordŏlium”.
Composto da cor “cuore” e dal verbo “dolere”, letteralmente significa: “dolore di cuore”, ma anche dolore profondo, specie per sventure proprie o altrui, grave afflizione, pena intensa e anticamente, pianto, rimpianto, lamentosa manifestazione di dolore, di rammarico.

Un altro termine formalmente simile a cordoglio è “condoglianza”. Entrambe le parole sono ricollegabili al verbo latino dolere a cui si associa anche il termine doglianza, dolore, angoscia.
Il termine “doglianza” viene dal francese: “douliance”, mentre “condoglianza” da “condoléance” e dal verbo “condouloir” che a sua volta deriva dal latino “condolere”, cioè “condividere il dolore”.
Attualmente, si usa più genericamente il termine al plurale: “condoglianze” che ha conservato il significato latino di “partecipazione al dolore altrui”

Dalla parola cordoglio derivano anche voci che non sono più utilizzate come, il verbo “cordogliare”, “compassionare”.
Un altro termine che appartiene di diritto alle parole legate al dolore e alla sofferenza è “lutto” che deriva dal latino “luctus” e “lugere” (piangere, essere in lutto).
La parola lutto racchiude un sentimento di profondo dolore, causato dalla morte di una persona cara, un parente o comunque una persona che fa parte degli affetti più vicini e intimi.

La parola lutto indica anche una serie di tradizioni legate a questa particolare fase della vita, che si differenziano a seconda dei Paesi, e che riguardano la manifestazione esterna del dolore, cioè i comportamenti assunti dai congiunti, quando si verifica la morte di una persona cara.
Questi atteggiamenti sociali, solitamente, durano per un periodo specifico dopo il decesso e includono, tra le altre cose, anche il modo di vestire: chi è in lutto indossa abiti di colori specifici (nero, bianco, grigio, viola).
Prima della riforma del diritto di famiglia, nel 1975, esisteva anche il lutto vedovile, cioè un periodo di trecento giorni dalla morte del coniuge, durante il quale la donna non poteva sposarsi.

Un’altra parola collegata alla morte e alla perdita è: “funesto”, dal latino “funestus”, derivazione di “funus –nĕris”, ossia “funerale”, “rovina”, “morte”. Questo aggettivo indica chi è causa di morte, di grande dolore, di danni, sciagure o lutti.

Pinterest
Pinterest
fb-share-icon
LinkedIn
LinkedIn
Share
Instagram