Continua il viaggio al centro della terra, tra teorie, spunti narrativi, ipotesi singolari e persino… fumetti.

La teoria della Terra cava sopravvisse all’arrivo del XX secolo: nel 1906, William Reed (1830-1920) scrisse “Il fantasma dei Poli” (Phantom of the Poles) e immaginò una terra cava senza gusci e senza Soli, ma con un grande mare di acqua dolce. Per confermare la sua visione, Reed si avvalse dell’opinione di famosi esploratori della sua epoca.
Marshall B. Gardner invece, in “Un viaggio all’interno della Terra” (A Journey to the Earth’s Interior), pubblicato nel 1913, parlava della presenza di un Sole all’interno del nostro pianeta e costruì addirittura un modello del globo terrestre da lui concepito.

La teoria della Terra cava lasciava ampio spazio anche a ipotesi sugli esseri che potevano abitare in questi luoghi sotterranei. Inoltre, ci furono anche molte supposizioni riguardo agli ingressi a questo mondo misterioso e alla città mitologica di Agarthi, alcuni di questi accessi si pensava fossero ubicati in: Tibet, Polo Nord e Stati Uniti.

L’ipotesi di una Terra cava fu riproposta anche dalla rivista pulp di fantascienza Amazing Stories, tra il 1945 e il 1949, attraverso una serie di storie, di Richard Sharpe Shaver (1907-1975; scrittore e artista americano), che raccontano, come fosse reale, la storia di una razza preistorica superiore che sarebbe sopravvissuta nelle cavità del nostro pianeta.

Sono davvero tante le “testimonianze” legate alla Terra cava: Giacomo Casanova (1725-1798; avventuriero, scrittore, alchimista, diplomatico, scienziato, filosofo e agente segreto della Serenissima) ha dedicato ben cinque volumi, 1800 pagine, (“Icosaméron”, 1788) alla descrizione di un fantasioso viaggio all’interno della Terra.

Un altro famoso tributo alle misteriose cavità della terra è quello di Howard Phillips Lovecraft (1890-1937; scrittore, poeta, saggista statunitense, tra i maggiori scrittori di letteratura horror con Edgar Allan Poe che scrisse il racconto “Il tumulo” (The Mound) del 1930. La Terra cava, da lui immaginata, presentava paesaggi immensi ed era abitata da esseri terribili.

In tempi più recenti, 1965, il fumettista Guido Crepax (1933-2003) ha ambientato diversi fumetti di Valentina (famosa protagonista delle sue storie) all’interno del globo terrestre e ha persino creato il personaggio di Philip Rembrandt, alias Neutron, che è un discendente del popolo dei Sotterranei.

Dopo questa lunga carrellata non poteva mancare l’esempio più famoso di viaggio nella Terra cava: il romanzo scientifico avventuroso “Viaggio al centro della Terra” (Voyage au centre de la Terre) di Jules Verne (1828-1905; scrittore francese, considerato, insieme a H.G. Wells, il padre della moderna fantascienza), del 1864, che costituisce uno dei primi esempi del filone avventuroso dedicato al “mondo perduto”.

La teoria della Terra cava non è l’unica affascinante ipotesi che riguarda il nostro meraviglioso pianeta, esistono anche altre teorie con altrettanti sostenitori e seguaci, come quella della terra concava, ma questa, è un’altra storia…

Se poi non vi fidate di tutte queste teorie e volete saggiare con i vostri occhi come stanno veramente le cose, non vi resta che mettervi in cammino, seguendo le istruzioni del messaggio cifrato trovato dai protagonisti del romanzo di Verne:
Nel cratere Yökull dello Snæffels che l’ombra dello Scartaris tocca alle calende di luglio, scendi, coraggioso viaggiatore, e raggiungerai il centro della terra. Ciò che feci. Arne Saknussemm“.