La sfinge da sempre ha rappresentato un affascinante enigma, a cominciare dal suo nome: il termine viene dal greco antico e significa “strangolatrice”.
Solitamente era raffigurata come un mostro con corpo di leone e testa umana (o di falco oppure di capra), a volte era munita di ali.

Per gli Egizi, la sfinge era un simbolo protettivo ed era edificata vicino alle piramidi come segno di buon auspicio: augurava una serena vita al faraone nell’aldilà, e forse, proprio per questo, le sfingi iniziarono rapidamente a comparire nelle tombe e nei complessi templari.
Molti faraoni posero le loro teste scolpite in cima alle statue, non solo in segno di protezione per le loro tombe, ma anche per mostrare il loro legame con la divinità solare Sekhmet, una leonessa.

Gli Egizi realizzarono anche viali di sfingi che conducevano a ingressi di tempi o tombe. Uno di questi viali si trova a Tebe e comprende addirittura novecento sfingi con teste di ariete che rappresentano Amon.

La più antica rappresentazione di una sfinge è stata rinvenuta nei pressi di Göbekli Tepe, nel sito di Nevali Çori ed è datata al 9.500 a.C., la più famosa, però, è la Grande Sfinge di Giza, situata sulla riva ovest del Nilo, sul plateau di Giza.
La Grande Sfinge è rivolta verso est, ed è posta accanto alle Grandi Piramidi.
Il corpo leonino dell’enorme statua è allungato, le sue zampe sono protese e sulla testa umana è posto un copricapo reale (nemes); il suo sguardo è fisso all’orizzonte orientale, a scrutare il sorgere del sole da millenni.

La Grande Sfinge di Giza con i suoi 73 metri di lunghezza, i 6 metri di larghezza e i 20 metri di altezza nel suo punto più alto, è considerata la più grande statua monumentale al mondo. È stata realizzata in un unico sperone di roccia, a parte le zampe che furono realizzate con blocchi di riporto.

Sono molti i racconti attorno alla Grande Sfinge, ad esempio, quelli sulla distruzione del suo naso: c’è chi sostiene fu causata da un colpo sparato da un mamelucco o da un ottomano o addirittura da un francese; in realtà, il “regale naso” mancava già da prima del XV secolo.

La Grande Sfinge è stata oggetto di un gran numero di ricerche e studi, ha dato vita a enigmi e a miriadi di ipotesi, e ancora sono molti gli interrogativi che la riguardano.
La sua fama l’ha resa il simbolo dell’Egitto e la sua effige compare su monete, francobolli e documenti ufficiali; senza alcun dubbio, il fascino che esercita è legato all’alone di mistero che tuttora la circonda.