Romeo e Giulietta è una tragedia tra le più famose e rappresentate di William Shakespeare.
Fu composta tra il 1594 e il 1596 e mette in scena una delle storie d’amore più note al mondo.
In questo dramma, il rapporto amore e morte costituisce la struttura stessa della storia che già nel suo inizio preannuncia e contiene il tragico finale.

Romeo e Giulietta è la tragedia dei contrasti sia a livello simbolico: amore-odio; sogno-realtà; irruenza giovanile-saggia maturità; maschile-femminile; destino-libero arbitrio; amore-morte; sia negli stati che si alternano: buio-luce; gioia-lutto; balli-funerali.
I passaggi sono rapidi e generano una potenza espressiva che si delinea anche nell’uso stesso del linguaggio che passa dal quotidiano al poetico.

In una Verona segnata da scontri sociali e politici, nel breve intervallo di cinque giorni, accadono una serie di eventi che conducono al sacrificio finale dei due “sfortunati amanti” che diventano il simbolo dell’amore tragico: “non vi fu mai alcuna storia più dolorosa di quella di Giulietta e del suo Romeo“.

In questa opera di Shakespeare sono fusi tutti i generi e gli stili.
La storia si riallaccia a molte fonti: i personaggi compaiono la prima volta in una novella di Luigi da Porto che si era rifatto a un soggetto di un racconto contenuto nel Novellino di Masuccio Salernitano, ripreso più tardi da Matteo Bandello in una delle sue Novelle.
Il nucleo della narrazione è però già presente in esempi più antichi, come nel Piramo e Tisbe di Ovidio.
Solo Shakespeare, però, riesce dove gli altri hanno fallito: trasformare la storia di due giovani innamorati in un mito.

Nella novella di Mariotto e Ganozza di Masuccio Salernitano (1476) la storia si svolge a Siena.
Ci sono molti elementi di contatto con la versione di Shakespeare: il matrimonio segreto, il frate complice degli amanti, la rissa in cui un cittadino di spicco viene ucciso, l’esilio del protagonista, il matrimonio forzato, la pozione e persino il messaggio che si smarrisce.
Però, a parte le similitudini, ci sono anche differenze nell’impianto della storia: Mariotto viene preso e decapitato, Ganozza muore di dolore.
Ma quello che più differisce tra questa versione e quella del bardo inglese è l’atmosfera della storia che, nonostante il tragico finale, ha un afflato erotico e spensierato; l’ambientazione è solare e mediterranea e non vi è traccia della sacralità dell’amore di Romeo e Giulietta, che troviamo nella versione di Shakespeare, e neppure l’ambientazione gotica-anglosassone.

Luigi da Porto nella sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti (pubblicata nel 1530 ca.) cambiò i nomi dei personaggi: Romeus e Giulietta e trasferì l’ambientazione a Verona.
Da Porto presenta la narrazione come un fatto realmente accaduto e in questa storia si trovano molte più similitudini con la versione di Shakespeare: la rissa, la morte di un cugino di Giulietta causata da Romeo, il bando dalla città, la tragica fine di entrambi.

Matteo Bandello riprese la storia dei due sfortunati amanti nel 1554 e la inserì nel secondo volume delle sue Novelle. Bandello rimarca l’elemento della faida tra le famiglie e inserisce i personaggi della nutrice e di Benvolio.

Ci sono poi le versioni francesi e inglesi: la novella di Bandello fu tradotta da Pierre Boaistuau in francese (1559). Questo autore aggiunge sentimento e moralismo alla storia, la sua versione fu tradotta in inglese da William Painter nel suo Palace of Pleasure, 1567, in forma di prosa, e poi compare in versi nella Tragicall Historye of Romeus and Juliet (1562) di Arthur Brooke, fonte principale del Romeo and Juliet di Shakespeare.

L’idea della morte nella tragedia shakespeariana è evidente sin dall’inizio della vicenda e si manifesta nell’odio feroce tra le due famiglie dei Capuleti e dei Montecchi, un odio tale che oltrepassa ogni cosa e conduce con sé solo pensieri di morte.

I nomi delle due famiglie erano già conosciuti nel Trecento, Dante li inserì nella sua Commedia (canto VI del purgatorio, versi 105-106-107). I Montecchi erano originari di Verona, i Capuleti (in realtà Cappelletti) venivano da Cremona e abitavano nella casa di Giulietta che oggi tutti conoscono.
Nella realtà, non risultano però contrasti tra queste due famiglie, mentre è certo che i Montecchi lottarono per molto tempo contro i guelfi (specie con la famiglia guelfa dei Sambonifacio).
I Montecchi verranno anche banditi dalla città da Cangrande della Scala, ma non esiste alcun riferimento alla contrastata vicenda amorosa.

La tragedia di Shakespeare fu rappresentata prima del 1597, probabilmente dai Lord Chamberlain’s Men (compagnia del ciambellano Hunsdon che nel 1603 prese il nome di King’s Men). Nella compagnia recitavano Richard Burbage e lo stesso Shakespeare e forse, Burbage può essere stato il primo attore a interpretare Romeo.

Romeo e Giulietta rientra tra i drammi medievali in cui si raccontavano ascese e cadute di re, principi e imperatori per opera del destino. Le versioni più romantiche di queste storie trattavano spesso di amanti infelici.
Nel medioevo, le vicende degli individui dipendevano in toto dalla provvidenza, spesso crudele e imperscrutabile, questo pensiero era perfettamente in linea con i vari memento mori conservati nelle abitazioni medievali e i macabri ritratti della morte ammantata di nero con una falce in mano.

Luce e ombra si alternano costantemente nella storia di Romeo e Giulietta e molti sono i presagi sinistri che anticipano la tragedia finale. A nulla valgono gli sforzi dei personaggi per cercare di sottrarsi al potere degli inferi: una pesante condanna incombe sin dall’inizio sulla loro vicenda.

Romeo e Giulietta è assurto a valore simbolico, ad archetipo dell’amore perfetto avversato dalla società. Esistono molte riduzioni musicali della storia: il poema sinfonico di Čajkovskij, il balletto di Prokof’ev, l’opera di Gounod, l’opera di BelliniI Capuleti e i Montecchi” e il musical “West Side Story”.
Sono altrettanto numerose le versioni cinematografiche, le più note: quella di Zeffirelli e quella di Luhrmann.

In copertina: Romeo e Giulietta, dipinto di Ford Madox Brown