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Tanatologica(mente)

La simbologia funeraria

Non è così inusuale imbattersi in visitatori e amanti dei Cimiteri Monumentali, di cui l’Italia è sorprendentemente satura. Dal Cimitero di Staglieno al Monumentale di Milano, dal Cimitero del Verano a Roma a San Michele in Isola a Venezia (e non solo), ogni Regione nasconde tesori architettonici da far invidia al resto del mondo.

Non a caso, dal 2001 l’ASCE (Association Significant Cemeteries in Europe) si prende cura di moltissimi cimiteri europei per ragioni artistiche e storiche.

Oltre all’esorbitante patrimonio artistico di statue, cappelle di famiglia e monumenti straordinari, vi è una parte che talvolta solo gli occhi più esperti riconoscono: i simboli nascosti o riposti strategicamente sulle tombe.

La colonna spezzata è simbolo di decadenza e decomposizione, spesso associata ad una perdita improvvisa e prima del tempo, come nel caso delle persone giovani. Può anche rappresentare la morte del capofamiglia, per l’appunto, colonna portante. Quando ci si imbatte, invece, in questo simbolo raffigurato per intero, vi è un richiamo a Cristo e la Chiesa.

Un esempio di colonne spezzate – Cimitero Monumentale di Torino, foto personale.

La clessidra, talvolta rappresentata alata, rappresenta l’inesorabile scorrere del tempo e dell’esistenza, che si conclude con la Morte. Viene invero sottolineata la banalità del tempo stesso, può rappresentare altresì la resurrezione.

Cimitero di Otranto, foto personale.

Civetta: animale consacrato alla dea Minerva, sta ad indicare la sapienza e la vigilanza. E’ colei che porta alla vita il sonno della morte, e richiamo della notte.

Globo alato Simbolo di perfezione, dominio e totalità. Porta con sè molteplici e profondi significati, in base a dove è stato inserito. Rappresenta il mondo dei vivi e dei morti: nell’iconografia massonica il globo rappresenta la conoscenza oltre l’apparenza.

Cimitero monumentale Torino, foto personale.

Uroboro: il serpente che rincorre e morde la propria coda, creando un cerchio, sta a significare la ciclicità del tempo, eterno e senza fine.

Falena Essa è il simbolo per antonomasia dell’anima. In greco, psychè significa “farfalla” e..”anima”! Simboleggiai invero l’anima e la sua metamorfosi, dalla vita terrena all’ascesa in cielo.

Cimitero monumentale di Torino, foto personale.
Vediamo sia la falena che l’uroboro.

Conchiglia Dalla tradizione greco romana, essa è associata ai genitali femminili, richiamando al valore della fertilità e dunque della vita.

Alfa e Omega Rappresentano l’inizio e la fine dell’alfabeto greco, rappresentano il Cosmo e Dio. Richiamano il versetto dell’Antico Testamento (Isaia, 44,6) “Io sono il primo ed io sono l’ultimo, all’infuori di me non vi è Dio”. Utilizzate sin dalle più remote origini dell’arte funeraria cristiana, coloro che credono in Cristo riconoscono in lui l’inizio e la fine.

Cimitero Monumentale di Verona, foto personale.

Ulivo Albero biblico per eccellenza, è simbolo di pace e di ordine, di serenità di seguito al diluvio universale. Il ramo di ulivo rappresenta il perdono.

Crisma: dalle due lettere dell’etimo greco Cristo (Chi e P ovvero X e Rho), viene utilizzato dall’epoca costantiniana, e lo troviamo molto nella Storia della Chiesa, come rappresentazione di Cristo come inizio e fine di ogni cosa.

Giglio: simbolo di innocenza e di purezza, viene associato alla Vergine e all’Annunciazione.

Teschio: rappresentazione più autentica della morte e della caducità dell’esistenza. Se rappresentata ai piedi di una croce, sta a significare la vittoria di Cristo sulla Morte stessa.

Cimitero Monumentale di Verona, foto personale.

Angeli Sovente presenti nei complessi scultorei, vengono rappresentati sulle tombe a protezione del defunto o, altresì, come guardiani dell’anima. Sono la rappresentazione del dolore e delle emozioni umane, molto spesso infatti vengono raffigurati in espressioni di dolore o rabbia. Nelle tombe dedicate agli infanti, vengono posti dei piccoli putti, richiamo all’innocenza di chi è stato sepolto prima del tempo.

Cane: da sempre compagno dell’uomo, come guardiano dell’oltretomba e psicopompo, rappresenta la guida delle anime, fedeltà coniugale e guardiano.

Cimitero Acattolico, Roma, foto personale.

Cipresso E’ l’albero cimiteriale per eccellenza, e non è un caso che sia posto proprio questo sempreverde nei cimiteri. Il segreto di questa scelta è riposto proprio sotto il terreno: le sue radici non si espandono orizzontalmente, bensì verso il basso. In tal modo, può essere impiantato vicino alle inumazioni senza creare danni (o, perlomeno, maggiormente contenuti).

Palma: è un simbolo che richiama ai martiri.. Legata all’iconografia di Apollo, è un richiamo alla resurrezione e alla luce. il Termine greco phoenix significa sia l’albero di palma che il mitico volatile.

Torcia rovesciata: quando ci imbattiamo in questo simbolo, ci viene indicato che l’anima del defunto ivi sepolto sta ancora ardendo nell’aldilà.

Il simbolo della torcia rovesciata.
Foto personale.

Edera: una pianta molto cara all’antico Egitto e all’oriente, avvolge il bastone del dio Dioniso, a simboleggiare la vita eterna e la fedeltà.

Urna: simbolo ereditato dal mondo greco, è la rappresentazione del corpo umano quale contenitore dell’anima.Se rappresentate coperte da un drappo, significano lutto.

Cimitero di San Michele in Isola, Venezia. Sala cineraria. Foto personale.

Di Beatrice Roncato

Tanatologa Culturale, Tanatoesteta e Cerimoniere Funebre

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