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È morta una stella: come si estinguono le stelle e perché

Le stelle hanno una vita piuttosto lunga e anche per morire, almeno la maggior parte di esse, impiegano milioni di anni.

Le stelle hanno una vita piuttosto lunga e anche per morire, almeno la maggior parte di esse, impiegano milioni di anni.

Proprio come noi, le stelle nascono, si evolvono e poi muoiono. La loro vita, però, è molto più longeva della nostra. Le stelle più luminose e che quindi consumano più rapidamente la loro energia, sono in grado di esistere anche per un milione di anni. Il loro destino finale è quello di esplodere oppure di affievolirsi lentamente.

I tempi impiegati dalle stelle a collassare e spegnersi sono determinati dalla loro massa. In certi casi, si può arrivare addirittura a venti miliardi di anni. La massa, inoltre, condiziona anche ciò che resta di una stella dopo che è morta e persino il modo in cui avviene il suo decesso.

Le stelle sono dei globi di gas molto caldo; nascono nelle nebulose: aree dove si trova un quantitativo maggiore di gas rispetto al resto dello spazio, tenuto insieme dalla gravità.
L’idrogeno è il carburante delle stelle. Fondendo l’idrogeno in elio, esse rilasciano calore e luce dal loro nucleo, ma quando il combustibile interno finisce, le stelle, non avendo più una fonte di energia, non riescono più a controbilanciare la forza di gravità e quindi, iniziano a contrarsi; le loro dimensioni si riducono drasticamente, mentre il loro nucleo diventa sempre più caldo, ciò comporta un’espansione degli strati esterni della stella che diventa una gigante rossa.

Quando l’elio inizia a fondersi in carbonio e piano piano si esaurisce anche esso, il nucleo si espande e la stella inizia a raffreddarsi. Il nucleo diventa sempre più freddo e la stella diventa una nana bianca.
Questo è in pratica il destino di stelle con una massa simile a quella solare.

Se invece la stella che sta morendo è molto grande, la sua massa è tale che pur avendo terminato l’elio, possiede sufficiente carbonio da fondere in elementi pesanti, come il ferro. A questo punto, il nucleo trasformato in ferro non brucia più e la gravità della stella la fa collassare e infine, esplodere in una supernova. Ciò che rimane del nucleo può dare vita a una stella di neutroni oppure a un buco nero.

Stelle più piccole hanno un destino ancora diverso: le nane rosse si spengono lentamente, continuando a esistere per centinaia di miliardi di anni e non danno origine ad alcuna esplosione.

Le stelle non ci lasciano neppure dopo essere morte, almeno non subito, ciò dipende sia dalla loro distanza sia dalla velocità della luce (nel vuoto ha un valore di 299792458 m/s).
Facciamo un esempio: la luce di Proxima Centauri, che dista 39,9 migliaia di miliardi di chilometri, impiega più di quattro anni ad arrivare fino a noi. Quindi, noi vediamo come era questa stella quattro anni fa.
Per cui, molte delle stelle che vediamo brillare nel cielo notturno possono essere già morte.

In copertina: la Nebulosa Granchio, nebulosa associata alla supernova SN 1054