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Johann Georg Faust: figura ambigua e misteriosa diventata leggenda

Faust, famoso personaggio della letteratura che stipulò un patto con il diavolo, ha acceso la fantasia di molti letterati e musicisti. La sua figura mitica si ispira al misterioso Johann Georg Faust.

Faust, famoso personaggio della letteratura che stipulò un patto con il diavolo, ha acceso la fantasia di molti letterati e musicisti. La sua figura mitica si ispira al misterioso Johann Georg Faust.

Faust, Faustus, Dottor Faust, Doktor Faust sono solo alcuni dei nomi che individuano un personaggio noto a tutti, protagonista di un racconto popolare tedesco che ha ispirato negli anni molte opere di fantasia.
Il personaggio letterario di Faust non è però totalmente inventato, ma fa riferimento a un alchimista, mago e astrologo realmente esistito: Johann Georg Faust (1480-1540) che pare sia nato a Knittlingen (città tedesca situata nel land del Baden-Württemberg) e morto a Staufen (Staufen im Breisgau, comune tedesco, anch’esso situato nel land del Baden-Württemberg).

È importante sottolineare che tutte le notizie biografiche su Johann Georg Faust sono, comunque, frammentarie e spesso le leggende sorte attorno alla sua figura si intrecciano saldamente con i fatti reali, per cui luoghi ed eventi a lui associati, spesso non sono del tutto certi o magari esistono versioni che differiscono.

Pare che Johann Georg Faust abbia studiato all’università di Cracovia, dove la magia era materia di insegnamento. Inoltre, risulta dai registri della facoltà di filosofia dell’università di Heidelberg, che, nel 1509, vi fosse iscritto un Johannes Faust che, il 15 gennaio dello stesso anno, ottenne il grado di “baccelliere de via moderna”, ma come per le sue origini, anche i suoi studi non hanno riferimenti certi, in quanto i documenti a lui riferiti riportano dati contrastanti.

L’umanista Filippo Melantone (teologo, astrologo tedesco, amico personale di Martin Lutero e uno dei maggiori protagonisti della Riforma protestante) sembra lo avesse conosciuto e lo definisce con parole tutt’altro che lodevoli: “turpissima bestia et cloaca multorum diabolorum” (bestia veramente turpe e cloaca tra i molti diavoli).
Un discepolo di Melantone, Johannes Mennel o Manlius raccontò che il suo maestro aveva conosciuto un uomo di nome Faust che, dopo aver studiato magia a Cracovia, aveva iniziato a viaggiare di città in città, ingannando con grande maestria il pubblico che andava ad ascoltarlo e sostenendo di essere in grado di eseguire straordinari sortilegi.

Se avesse studiato a Heidelberg o a Cracovia non ci è dato sapere con certezza, ma in ogni caso, Johann Georg Faust sosteneva di avere profonda conoscenza delle dottrine occulte e di possedere perfino doti taumaturgiche.

La sua esistenza avventurosa e avvolta nel mistero fece nascere molte leggende, addirittura quando Johann Georg Faust era ancora in vita. Per questo è ancora più difficile definire i contorni storici della sua figura. Nel ’600 alcuni sostennero che non fosse mai esistito, ma questa teoria fu smentita nel 1683 da Johann Georg Neumann nel “Disquisitio historica de Fausto prestigiatore”, dove sostenne che Faust era esistito: c’erano dei riferimenti certi.

Secondo altri, invece, c’erano addirittura due Faust.
La confusione in tal senso fu dovuta sia a un’omonimia con uno stampatore di Magonza, Johannes Faust o Fust, e sia al fatto che il vero e unico Faust ispiratore delle leggende: Johann Georg Faust o Sabellicus cambiava spesso identità e nome.

La formazione di Johann Georg era di stampo umanista, ma non si dedicò agli studi di magia come i suoi contemporanei (Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, ecc.), e cioè, con dedizione ed elevatezza morale, ma lo fece per praticare imposture e ciarlatanerie.
Nella sua avventurosa vita, si dilettò anche in parecchi mestieri e attività; prima di lanciarsi nella magia, che all’epoca defluiva con facilità nella medicina, fece il barbiere e il dentista.
La sua moralità non era delle più specchiate: più volte fu accusato di sodomia e pedofilia e di conseguenza, cacciato da diverse città.

Ma ci fu anche chi lo osannò e lo tenne in grande considerazione.
Appena qualche anno dopo la sua morte, Johann Georg Faust era già un personaggio leggendario: la sua controversa figura appare in un libro di curiosità di Joannes Gast, “Sermones conviviales”. Inoltre, quando era ancora in vita, circolavano diffusamente voci sulle sue presunte, miracolose prodezze.

Johann Georg Faust si vantava di poter compiere miracoli, di essere in grado di fornire i testi perduti di Platone, Aristotele, Plauto e Terenzio, di saper leggere il futuro, di svelare misteri di ogni tipo.
Indubbiamente, era un abile persuasore e grazie a questa dote, si vide assegnare incarichi di una certa rilevanza, ma ci fu anche chi lo mise al bando e, curiosamente, prima di farlo, gli fece firmare una dichiarazione che non si sarebbe vendicato in alcun modo.

A Giovanni Tritemio, priore dei benedettini di Wurtzburg, Joahnn Georg Faust si presentò come fonte dei negromanti, astrologo, mago, chiromante, meteorologo e infine, sostenne di essere capace di fare pronostici in base all’esame delle urine.

Il matematico Virdung di Hasfurt chiese notizie su Johann Georg Faust al suo amico Tritemio che gli rispose: “L’uomo di cui mi parli, che pretende essere il primo dei negromanti, non è che un fanfarone che meriterebbe di essere frustato con le verghe per i suoi scandali e le sue empietà”.
Il medico Filippo Begardi, nella sua “Zeigen der Genundheit” (guida della Sanità) riportò un suo soggiorno a Worms e riferì che in città molti si fecero ingannare da un medico, un uomo notevole che aveva viaggiato molto, il quale si vantava della sua grande abilità in medicina, chiromanzia, fisiognomica, e molto altro. Diceva di chiamarsi Faustus, cioè fausto, fortunato, favorito. Begardi, però, riconobbe anche conoscenze di medicina a Johann Georg Faust che paragonò a Paracelso.

Molti sono i riferimenti storici e fantasiosi a questa misteriosa e ambigua figura.
Storia e leggenda si intrecciano inestricabilmente e da qui a vederlo stipulare un patto con il diavolo per vendergli l’anima fu quasi uno sbocco naturale dei suoi perversi trascorsi.
Una volta creata la leggenda, questa contaminò fruttuosamente la fantasia di molti letterati e generò tutta una serie di storie di sentore demoniaco.

I primi racconti su Johann Georg Faust sono di stampo religioso e avvertono il lettore di fare attenzione al diavolo, sempre pronto a tentare le anime sprovvedute.

Una delle prime narrazioni in prosa ispirata alla figura di Faust risale al 1570 e fu pubblicata nel 1587. L’autore dell’opera, “Historia von D. Iohan Fausten” (più nota come Faustbuch), è Johann Spies, uno stampatore tedesco.
Nel 1572, il testo in latino di Spies fu tradotto in tedesco. Nel 1592, dal tedesco si passò all’inglese, grazie a P. F. (le iniziali dell’autore erano seguite dal termine “Gent” e fanno riferimento alla posizione sociale del gentiluomo. Gli studiosi ritengono che P. F. fosse, probabilmente, un uomo, inglese, laureato all’università, che aveva viaggiato in Germania) e divenne: “The Historie of the damnable life, and deserved death of Doctor Iohn Faustus” (La storia della vita dannata e della meritata morte del Dottor Iohn Faustus).

Al volume tradotto in inglese fa riferimento l’opera teatrale di Christopher Marlowe (drammaturgo inglese), “The Tragical History of Doctor Faustus” (La tragica storia del Dottor Faust), scritta alla fine del Cinquecento e pubblicata nel 1604.
L’opera di Marlowe ispirò la versione più nota e anche la più importante tra le opere ispirate da questa leggenda: il “Faust” di Johann Wolfgang von Goethe che lo scrittore elaborò in sessant’anni, dal 1772 al 1831.

A testimoniare la fortuna della storia di Johann Georg Faust ci sono molti altri testi da essa ispirati: “Fausts Leben dramatisiert” (Situazione della vita del dottor Faust) di Friedrich Müller (1776-78); “Don Juan und Faust” (Don Giovanni e Faust) di Christian Dietrich Grabbe (1829); “Faust” di Nikolaus Lenau (1836); “Doctor Faustus” di Thomas Mann (iniziato nel 1943, pubblicato nel 1947)); “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov (riscritto più volte tra il 1928 e il 1940 e pubblicato postumo tra il 1966 e il 1967).

Anche diversi musicisti si sono ispirati alla mitica figura di Faust, tra le opere musicali più note: “La Damnation de Faust, légende dramatique” op. 24 (per soli, coro e orchestra) di Hector Berlioz (1846); “Eine Faust-Sinfonie in drei Charakterbildern” (Una Sinfonia del Faust in tre studi di Personaggi) o semplicemente “La Sinfonia del Faust” di Franz Liszt (primi abbozzi del 1840, riveduta nel 1854 e modificata fino alla prima esecuzione nel 1857);“Faust” di Charles Gounod (1859); “Mefistofele” di Arrigo Boito (due versioni: 1868 e 1875).

Se la vita di Johann Georg Faust ispirò capolavori artistici, la sua morte fu all’altezza della sua leggenda, almeno secondo Melantone.
L’umanista riferisce che Johann Georg Faust non morì di morte naturale, bensì per opera del demonio.
Nel mezzo della notte, la casa dove era ospitato fu scossa dalle fondamenta. Il giorno successivo, a mezzogiorno, ritrovarono il suo cadavere prono sul pavimento, davanti al letto: aveva il collo ritorto e il viso rivoltato a terra.

In copertina: Joannes Faust, in un ritratto ideale del XVII secolo