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Tanatologica(mente)

Cucibocca

A Matera si narra la storia di Cucibocca, una figura misteriosa che si presentano poco prima dell’arrivo della Befana.

Cucibocca: questo personaggio, alquanto particolare, fa parte della tradizione della Basilicata, per l’esattezza a Montescaglioso.

Si presenta al volgo avvolta in un mantello dal colore cupo, con un cappello liso, una catena spezzata alle caviglie e lunga barba canuta: è proprio la catena ad annunciare il suo arrivo in paese, dove si appresta a bussare alle porte munito solo della propria lanterna, per chiedere qualche dono da riporre in un cesto.

Ai bambini che non gli danno nulla, cuce la bocca, con un lunghissimo ago!

Gli infanti, spaventati da tale figura, scapperanno a letto così che la Befana possa tranquillamente portar loro i propri regali.

Da cosa deriva questo “cucire la bocca”? Cucire proprio l’orifizio attraverso il quale sono passate tutte le prelibatezze natalizie e delle feste, a significare dunque la fine delle stesse.

La notte che precede il 6 gennaio, quindi il 5, vengono consumati i cosiddetti “9 bocconi del Cucibocca”, la stessa notte in cui si suppone che, per il paese, vaghino gli spiriti dei propri cari i quali ritornerebbero alle dimore della propria vita.

Cucibocca di doni non ne porta, semmai ne richiede! E la sua reale identità, dietro quella barba arruffata ed un giaccone rovinato, non è data a sapersi.

Di Beatrice Roncato

Tanatologa Culturale, Tanatoesteta e Cerimoniere Funebre

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