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Tanatologica(mente)

Bloody Mary, Bloody Mary..

Una leggenda metropolitana spinge i giocatori ad invocare lo spirito di Bloody Mary, forse un fantasma, forse una strega.

Bloody Mary no, non ci stiamo riferendo al cocktail!

In questo caso si parla di una leggenda secondo la quale, seguendo una determinata prassi, è possibile evocare lo spirito di Bloody Mary, una strega molto potente la quale si suppone sia stata tra le vittime dell’inquisizione a Salem.

La leggenda, piuttosto in voga negli Stati Uniti, pare abbia diverse versioni in base alla zona di riferimento, come ad esempio Mary Whales e la storia del proprio padre che la uccise poichè ella, durante il parto, causò la morte della madre.

Il rituale risulta piuttosto semplice ma altamente pericoloso: bastano uno specchio, una candela e un po’ di coraggio poichè lo spirito una volta evocato, potrebbe oltrepassare lo specchio e prendere l’anima del giocatore.

Il rito, facente parte della famiglia della catottromanzia – evocazione attraverso uno specchio di uno spirito – sembra essere piuttosto recente, circa agli anni ’50 del ‘900 e nacque per aiutare le ragazze a vedere il volto del futuro marito attraverso l’invocazione dello spirito di Bloody Mary.

Credits: Wikipedia

L’ora, ovviamente è mezzanotte, quella delle streghe dove i rituali si fanno più potenti.

La strega infatti, una volta evocata sarebbe capace di mostrare il futuro – oltre che il giorno del decesso del giocatore – e dunque sarebbe importante evitare di incrociarne lo sguardo direttamente e quindi solamente comunicare attraverso il riflesso.

Chi cerca di realizzare il rituale, anche scherzosamente, ovviamente viene coinvolto in una spirale di euforia e suggestione piuttosto discutibile.

Vi sarebbe infatti una spiegazione scientifica capace di scemare un poco la tensione legata al gioco: la poca luce dovuta alle candele, che non permettono cioè una visuale poco nitida, e l’osservazione per lungo tempo davanti ad uno specchio potrebbero provocare una sorta di distorsione del volto di chi si riflette, facendolo entrare in un meccanismo ottico e psichico distorto, per l’appunto, creando talvolta vere e proprie allucinazioni e stati di autoipnosi.

Di Beatrice Roncato

Tanatologa Culturale, Tanatoesteta e Cerimoniere Funebre

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