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Lugere: i passi del lutto Tanatologica(mente)

Lugere: il Modello esistenziale

“La vita è piacevole. La morte è pacifica. E’ la transizione che crea dei problemi”.

Isaac Asimov

Per introdurre tale modello si deve passare per l’Approccio Centrato sulla Persona delineato nella psicologia di Rogers, un orientamento antitetico alle terapie di tipo comportamentale e alla psicanalisi in genere, poichè si basa su un concetto positivo individuale: l’individuo è Organismo che mira all’autorealizzazione.

Il occupa un ruolo determinante, ovvero è il luogo da dove l’interazione con l’Altro (ovvero gli altri) nasce, combattendo per la coerenza, poichè il suo opposto – l’incongruenza- comporterebbe squilibri e psicopatologie.

Dal punto di vista di Rogers, infatti, la persona è sana allorquando sia in grado di apprezzare sè stessa e i propri valori tenendo conto della propria esperienza vissuta.

Un buon lavoro psicoterapeutico consisterebbe non tanto nell’aiutare l’individuo a risolvere i propri dilemmi quanto, semmai, agevolare le abilità naturali ed innate legate alla propria autorealizzazione.

Per attuare ciò, l’empatia e la non direttività del terapeuta stesso devono passare altresì per un’accettazione positiva incondizionata: il terapeuta deve incentrarsi sull’individuo, non sul suo problema, rispettandone l’individualità e aiutandolo nella risoluzione dei problemi attraverso un lavoro di autostima e resilienza.

Per spiegare l’approccio introdotto da Rogers si fa riferimento anche alla Terapia della Gestalt di Pearls: il terapeuta non si confronta con il soggetto in qualità di osservatore isolato, bensì risulta parte fondamentale del lavoro di terapia, per mezzo di un incontro autentico.

Concetti imprescindibili sono il “Qui ed Ora” e parimenti “Figura/Sfondo” dove nel qui-ed-ora germogliano tutti quei bisogni specifici in relazione al contesto che fa da frame.

Tanto più si acquisisce consapevolezza del continuo divenire e mutare individuale quanto più si giunge ad uno stato di salute mentale, seguendo il ciclo gestaltiano composto da consapevolezza, eccitamento, azione ed infine contatto.

E’ compito del terapeuta capire a quale di questi 4 stadi il soggetto si è fermato e da cui ripartire per agevolare il lavoro di autoterapia, definendo i bisogni inconclusi e facendo re-incontrare le differenti estremità del Sè.

Tra le tecniche sovente utilizzate, ritroviamo lo psicodramma e il sociodramma, dove si impersonificano ruoli attraverso l’improvvisazione teatrale in base agli insegnamenti di Jacob Levi Moreno.

Attraverso lo psicodramma, gli attori prendono in causa il dolore del paziente, attraverso l’inversione di ruolo che permette un autentico incontro con l’Altro.

Finalità principale, dunque, della psicoterapia è proprio far sì che il soggetto possa rigenerare la propria vita riflettendo dal Qui-ed-ora sentendosi sciolto da qualsiasi vincolo pregresso e nocivo.

Di Beatrice Roncato

Tanatologa Culturale, Tanatoesteta e Cerimoniere Funebre

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