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Le mummie di Venzone

Presso la Cappella di San Michele a Venzone sono accolte alcune mummie la cui storia – pregna di curiosità – può dirci molto sulle origini del luogo e delle modalità di sepoltura nel corso del tempo.

Sin dal 1647 questa cappella, dalle dimensioni minute e costruita sopra una cripta, accoglie un esercito di mummie: era per l’appunto questo l’anno in cui, proprio a causa di alcuni lavori di spostamento del sarcofago di un membro degli Scaligeri venne scoperta quella che fu solo la prima di una innumerevole serie di mummie (circa una quarantina, ora esposte sia a Padova che a Parigi)

Era la mummia del Gobbo, denominata così in virtù delle peculiarità fisiche del soggetto, ad oggi perfettamente conservata grazie alla straordinaria capacità del luogo di garantire tale preservazione.

Credits: L’Oppure

La particolarità del Gobbo fu anche un’altra, ovvero dei genitali piuttosto evidenti che furono oggetto – da parte dei militari francesi – di prelievo per crearne dei souvenirs!!

Le particolari caratteristiche ambientali, infatti presentano la cosiddetta Hypha Tombycina Pers (un nome, un programma!) ovvero un tipo di muffa parassitaria antibiotica che intacca i tessuti disidratandoli, assorbendone l’umidità ed impedendone il processo di decomposizione: l’epidermide risulta così molto simile alla pergamena.

Credits: Ma che Daverio?

Le mummie ritrovate di seguito a quelle del gobbo risalgono ad un periodo che va dal 1348 al 1881: già nel 1845 le mummie vennero spostate dalla cripta del Duomo alla Cappella dove ancora oggi son custodite.

Ad oggi solo 5 dei corpi esumati sono osservabili ed esposti per i più curiosi: il terremoto del 1976 infatti distrusse il battistero – ricostruito successivamente – e delle 21 mummie rimaste solo 15 presentano un buono stato conservativo.

In realtà alcuni studi proposti sulle mummie, a cura dell’Università del Minnesota e del Dottor Aufderheide hanno contestualizzato l’ipotesi che la straordinaria conservazione possa essere dovuta in realtà ad altri fattori, invero una prima sepoltura in una tomba ad elevato contenuto calcareo che ne avrebbe consentito una prima mummificazione..forse che sì, forse che no.

Dunque, si suppone che lo stato conservativo eccellente sia dovuto a un miscuglio di combinazioni del tutto inattese che ne hanno favorito il processo.

Ogni esemplare presenta un peso pari a 10 – 20 kg, mentre il Gobbo risulta coprire un peso di 15kg circa.

Di Beatrice Roncato

Tanatologa Culturale, Tanatoesteta e Cerimoniere Funebre