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La morte nella cultura cinese: la festa di Qingming

Ogni anno, 15 giorni dopo l’Equinozio primaverile, viene e celebrata in Cina la Festa di Qingming, “della pura luminosità”.

Qingming (清明节 Qīngmíngjié) e’ una festa veramente particolare ed unica dove le persone dedicano questa giornata alla pulizia delle tombe dei propri defunti proprio all’aurora primaverile: la natura ed il mondo si risvegliano dal grigiore autunnale.

Il tutto sembra partire da un mito antico, raccontato nello Zuo Zhuan i cui protagonisti sono Chong Er e Jie Zitui del 770-476 a.C.

Chong, Principe ereditario di Jin, sembra venne scacciato da una concubina molto cara al pare: esiliato per una ventina di anni, sopravvisse con i suoi uomini più fedeli in circostante di povertà assoluta.

La fame fu talmente tanta da far rischiare la vita di Chong, il quale sopravvisse grazie ad un gesto straordinario di un suo fedelissimo, il quale si recise una coscia per sostentare il proprio principe.

Non appena divenne Re, Chong iniziò a ricompensare coloro che gli prestarono fedeltà e appoggio, dimenticandosi però la ricompensa per il suo fedele servitore, che nel frattempo sparì.

Iniziò una ricerca senza fine, addirittura il re fece dare fuoco ai lati della montagna per costringere, così, il servitore ad uscire.

Jie venne sì trovato, ma senza vita, piegato vicino ad un salice con una scritta in sangue dove ricordava di aver cibato con le sue carni l’allora Principe Chong, e di desiderare solo un Re puro e benevolo.

Chong decise, in onore e memoria di Jie, di vietare ogni accensione del fuoco per quella giornata, che prese il nome di Hanshi – giorno del cibo freddo.

Credits: Skytg24

Un anno dopo il ritrovamento delle spoglie di Jie, il Re fece visita al luogo, trovando un albero fiorito e bellissimo, nonostante l’incendio avvenuto.

Qingming è quindi “puro e luminoso”, in memoria di Jie e delle sue parole, celebrata dopo la giornata dello Hanshi, unite col tempo in un’unica festa.

Da quel momento in poi la ricorrenza venne celebrata ogni anno per ricordare i propri defunti e gli antenati, rendendo omaggio alle tombe.

Le lapidi e le sepolture vengono pulite (扫墓 (sǎomù) ed estirpate le erbe cattive, viene offerto il cibo preferito dal defunto (祭祖 jì zǔ) e bruciato incenso insieme a banconote (纸钱 zhǐqián e 烧香 shāoxiāng).

Successivamente, vengono poggiati i fiori e fatti volare dei bellissimi aquiloni e delle lanterne senza contare anche gli spettacoli pirotecnici.

L’usanza caratteristica di questa giornata sta nel tagliare i fili dell’aquilone quando è già ad una certa altezza, in modo tale che possa volare via da solo seguendo le correnti d’aria. Si dice che questo possa curare dalle malattie e portare felicità.

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Questa festa è un’occasione per il ricongiungimento familiare, visto che ci si ritrova programmando vere e proprie gite celebrando, inoltre, l’inizio della primavera.

Qingming è la celebrazione dell’equilibrio tra il pianto e il riso, tra la felicità e la tristezza, la morte e la resurrezione.

Dopo aver reso omaggio ai propri antenati un’attenzione tutta speciale viene posta alla tradizione culinaria per la festa di primavera: vengono preparati ravioli di farina di riso e succo di assenzio, dal tipico colore verde, i Qīngtuán o Qīngmíngguǒ, che possono essere dolci o salati in base alla differente farcia.

Fonte: aminoapps

Di Beatrice Roncato

Tanatologa Culturale, Tanatoesteta e Cerimoniere Funebre