Siamo cresciuti un po’ tutti con i cartoni animati della Disney (non mentite, avrete sicuramente visto almeno una volta nella vita Biancaneve e i Sette nani. O La bella addormentata!).

Altresì, conosciamo le bellissime storie dei fratelli Grimm, dai finali (quasi) sempre lieti.

Sembra in realtà che sia gli stessi Grimm e sia Walt Disney avessero un’ossessione per la morte o, comunque, per tematiche legate all’horror, seppur in forma giocosa e mai macabra a livelli pesanti per quanto riguarda Disney stesso.

Ogni fiaba, per come oggi la conosciamo, per come ci è stata raccontata e che raccontiamo ha subìto una variazione nel finale, più adatta ad un pubblico infantile.

Ogni storia che si rispetti cerca di dare un insegnamento sulla vita, sullo sviluppo di doti empatiche e riflessioni in merito al fatto che ogni azione genera conseguenze, talvolte negative e disastrose.

Se per esempio prendiamo la fiaba di Biancaneve, seguendo l’indole letteraria dei Grimm, scopriamo che alla fine riesce sì a sposarsi con il Principe ma, la strega tanto odiata, viene invitata alle nozze a patto di indossare dei calzari di ferro rovente, che la porteranno ad una fine dolorosa e straziante.

Altresì in Cenerentola, la versione originale prevedeva che le sorellastre (Genoveffa e Anastasia) si fossero amputate gli arti per indossare la scarpetta di cristallo, ingannando Cenerentola.

Inganno che richiamò le forze della natura a punire le due sorellastre (sembra proprio che degli uccelli le avessero rese cieche mangiandone gli occhi).

Se andiamo ad addentrarci nel primo parco Disneyland (Usa), Wlat Disney aveva inserito tra le attrazioni principali i “Dark rides”, tipiche già dal 19esimo secolo, così come un altro tipo di attrazione, i “Ghost Train” (sconsigliatissimo ai claustrofobici).

Il visitatore era totalmente immerso in queste strutture, a bordo di una giostra-vagone che lo portava in antri bui accompagnato da musica, effetti speciali, luci e scenografie paurose degne di un film di Dario Argento.

Disneyland presenta in particolare una casa infestata, per la quale ci sono voluti quasi 15 anni prima di poterla vedere ufficialmente costruita.

Il progetto iniziale riguardo la parte esterna della struttura era particolarmente legato all’immaginario di una casa infestata tipo: antica, abbandonata e in decadenza, secondo precise direttive di Disney.

Alla fine, a causa della scomparsa dello stesso Walt nel 1966, i collaboratori si trovarono dinnanzi all’indecisione su come proporre l’attrazione ai turisti..macabra o divertente?

Senza contare che dietro la storia di Walt Disney vi fossero voci in merito ad una sua probabile criogenizzazione (una sorta di congelamento). In realtà, nel 1976 ciò venne smentito dal Presidente della Società di Criogenizzazione della California.

Nel 1969 dunque la Casa infestata venne inaugurata con moltissimi visitatori pronti a curiosare al suo interno! Davanti alla stessa casa, infatti, troviamo anche un’altra curiosità: un piccolo Pet-Cemetery ed un carro funebre d’epoca, di colore bianco, originale.

E le attrazioni continuano! Passeggiando infatti, lungo il percorso si trova un’attrazione che in realtà non ha mai trovato adempimento, le Catacombe segrete. Infatti, sempre nel progetto originale, era previsto un piccolo cimitero ed una cripta ispirata alle Catacombe parigine. Il progetto, per non si sa quale motivo, venne abbandonato.

Che dite? Leggerete le fiabe con occhi diversi?