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Barbagianni: uccello del malaugurio, utile, però, all’ecosistema agricolo

Il barbagianni insieme a gufi e civette sono considerati sin dai tempi antichi uccelli del malaugurio. Probabilmente, ciò è legato alle loro abitudini notturne, al loro comportamento predatorio e ai versi acuti e prolungati che emettono. In realtà, sono animali molto utili all’uomo.

Il barbagianni insieme a gufi e civette sono considerati sin dai tempi antichi uccelli del malaugurio. Probabilmente, ciò è legato alle loro abitudini notturne, al loro comportamento predatorio e ai versi acuti e prolungati che emettono. In realtà, sono animali molto utili all’uomo.

Il barbagianni comune (Tyto alba Scopoli, 1769) è un uccello rapace notturno e appartiene alla famiglia dei Titonidi.
Questi uccelli hanno un colore pallido, la loro altezza varia dai 33 a i 39 cm e dispongono di lunghe zampe, oltre che di un’apertura alare tra gli 80 e i 95 cm. Il rapporto tra il piccolo corpo e l’apertura alare particolarmente elevata consente loro planate facili, con pochissimo sforzo.
I barbagianni anche un volo oscillante, perfetto per la caccia e unico della loro specie, inoltre, sono anche i più silenziosi tra gli uccelli conosciuti, quando volano.

Il barbagianni ha, in genere, un piumaggio molto luminoso; è un rapace, principalmente carnivoro: si nutre di arvicole, rane, insetti, ratti e talpe.
Maschi e femmine si differenziano, anche se non sostanzialmente, per dimensioni e colore: le femmine sono più grandi e sono di colore più scuro.
In quanto ai loro versi, emettono un grido acuto riconoscibile, fastidioso alle orecchie, se si è nelle loro vicinanze. Producono anche uno stridio simile al rumore delle pentole a vapore.

I barbagianni sono presenti in tutti i continenti, tranne che in Antartide. La loro presenza è comunque più scarsa negli ambienti più freddi.
Sono uccelli stanziali, notturni o crepuscolari.

Sin dai tempi antichi, il barbagianni ha avuto la nomea di essere maligno o fantasma, portatore di sfortuna e malessere, ciò era dovuto: al suo piumaggio principalmente chiaro e al suo volto poco espressivo e quadri-tondeggiante che spicca nella notte; ai suoi voli silenziosi; all’abitudine di cacciare nei cimiteri; al suo verso acuto e prolungato.

Del resto, gli animali che animali che vivono al confine tra il giorno e la notte hanno sempre sollecitato nell’immaginario degli uomini pensieri sinistri.
In ogni epoca e in diverse aree geografiche, il barbagianni e come lui, gli altri rapaci notturni oltre a essere segno di sventura erano anche ritenuti creature dotate di doti straordinarie, come la chiaroveggenza, questo, probabilmente, per la loro capacità di vedere di notte.

Nonostante le funeste credenze popolari associate a questi animali, il barbagianni, come gufi, allocchi e civette sono rapaci notturni utilissimi all’ecosistema agricolo perché si nutrono di specie dannose per l’uomo.