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Greci miti e leggende

Ade: sovrano dell’oltretomba, dio delle ombre e dei morti

Il termine Ade identificava sia un personaggio della mitologia greca, re dell’oltretomba, sia il regno delle anime greche e romane da lui governato.
Era una divinità potente, ma rispetto agli altri dei dell’Olimpo, si trovò a occupare un ruolo marginale.

Il termine Ade identificava sia un personaggio della mitologia greca, re dell’oltretomba, sia il regno delle anime greche e romane da lui governato.
Era una divinità potente, ma rispetto agli altri dei dell’Olimpo, si trovò a occupare un ruolo marginale.

Ade (o Plutone per la mitologia romana), in linea con il ruolo che gli competeva, era raffigurato come un uomo tenebroso, barbuto e freddo. Solitamente, occupava un trono; aveva una patera (scodella bassa, di metallo o argilla) e uno scettro, ed era accompagnato dal cane Cerbero, protettore degli inferi. Indossava preferibilmente un elmo o un velo che gli celava il viso e gli occhi.

Ade, come gli altri dei dell’Olimpo, ebbe, secondo il mito, una vita avventurosa: rapimenti, lotte furiose, amori travolgenti e molti altri fatti curiosi. Le sue vicissitudini hanno un inizio precoce: alla nascita fu brutalmente ingoiato da suo padre, Crono, e si salvò solo grazie a sua madre Rea e all’ultimo dei suoi fratelli, Zeus.

La crudeltà di Crono aveva una motivazione dinastica: un oracolo gli aveva predetto che uno dei suoi figli lo avrebbe spodestato, perciò, essendo i neonati dei immortali, risolse l’impasse divorandoli, uno dietro l’altro, prima Estia, poi Demetra, a seguire Era e Plutone, si fermò con Poseidone, perché Rea che stava per partorire l’ultimo figlio, Zeus, fuggì a Creta, qui la dea partorì e, al posto del figlio, diede in pasto al marito, una pietra avvolta in fasce.

Per essere liberato, Ade dovette però attendere la maggior età di suo fratello Zeus che grazie a una pozione fece rigurgitare a Crono lui e tutti i suoi fratelli e in seguito, per vendicarsi, mosse guerra a suo padre. La battaglia durò dieci anni, ma alla fine i figli di Crono ebbero la meglio con l’aiuto dei Ciclopi e degli Ecatonchiri (fratelli di Crono da lui imprigionati nel Tartaro).

Anche Ade fece la sua parte nella Titanomachia (battaglia dei Titani): indossando uno speciale elmo (kunée), fabbricato dai Ciclopi, diventò invisibile ed entrato nella dimora di Crono gli sottrasse le armi.
In seguito alla vittoria della guerra iniziò il dominio degli dei olimpici e si attuò un’equa spartizione: Zeus ottenne il regno del cielo, Poseidone quello del mare, mentre Ade divenne il sovrano del regno sotterraneo degli Inferi.

Nella mitologia, Ade rimane defilato dalla scena principale, rispetto ad altre divinità, eppure era uno degli dei più potenti e fu coinvolto in varie vicende con i più noti eroi: Orfeo, Eracle, Teseo, Piritoo.
La tradizione lo descrive anche restio ad abbandonare il suo regno; uniche due eccezioni a questa consuetudine furono: il rapimento di Persefone e la necessità di curarsi una ferita procuratagli da una freccia di Eracle.

Secondo la mitologia, Ade si contende con Zeus la paternità di Melinoe, ninfa o dea ctonia (divinità generalmente femminile, legata ai culti di divinità sotterranee), portatrice di incubi e follia; secondo la Suda (lessico ed enciclopedia storica del X secolo scritta in greco bizantino, che tratta molte discipline, tra cui: geografia, storia, letteratura, filosofia, scienze, ecc.) era padre di Macaria, dea della buona morte.

Ade ebbe anche alcune vicissitudini amorose: cercò di approfittarsi della ninfa Menta e sua moglie, Persefone, affrontò la rivale e provocata da questa, la fece a pezzi. Ade permise alla ninfa di trasformarsi in erba profumata, ma Demetra (madre di Persefone) che presiedeva la natura, i raccolti e le messi, la condannò a essere sterile, impedendole di generare frutti.
Un’altra ninfa, Leuce, (figlia di Oceano) fu oggetto delle attenzioni di Ade e fu trasformata da Persefone in pioppo bianco.

Per quanto riguarda particolari dotazioni, Ade aveva un cocchio terrificante tirato da quattro cavalli neri: Nonio, Meteo, Abaste e Aetone. In quanto a precauzioni che lo riguardavano, per avvicinarlo e offrirgli sacrifici, bisognava essere cauti: si doveva voltare il viso, non si poteva guardare il dio dell’oltretomba negli occhi, perché se non si aveva il suo permesso, si passava su due piedi a miglior vita.
I sacrifici (pecore o tori neri) a lui dedicati erano effettuati solitamente nelle ore notturne. Ade non era comunque tra le divinità più celebrate ed esistono poche statue che lo raffigurano, non gli venivano neppure tributate libagioni rituali.

Se la mitologia, l’arte e l’architettura non hanno reso giustizia alla figura di Ade, durante la fase di fioritura del suo mito, in tempi recenti, cinema, televisione e letteratura gli hanno tributato parecchie attenzioni: nell’ultimo film della trilogia Disney, “Descendants”, il re dell’oltretomba è l’ex marito di Malefica (personaggio malvagio del film “La bella addormentata nel bosco”) e il padre di sua figlia, Mal (protagonista della trilogia). Ade è anche l’avversario nel film d’animazione della Walt Disney “Hercules” del 1997.
Per quanto riguarda la letteratura, il personaggio di Ade è contenuto nella saga letteraria “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”. Inoltre, compare anche in diversi videogiochi: “God of War”, “Horizon Zero Dawn”, e altri ancora.

In copertina: “La caduta dei Titani” di Cornelis van Haarlem